Chi vol veder quantunque pò natura
ne l'excellenzia d'ogni suo lavoro,
venga a veder quest'angioletta pura
e sì vedrà, tra belle chiome d'oro,
tacito starsi il canuto pensiero
che sempre fia di miei danni ristoro.
Vedrà scolpito poi nel fronte altero,
e non dipinto, il provido consiglio
che mostra di salute il camin vero;
e vedrà, sotto l'uno e l'altro ciglio,
ne gli occhi ardenti, 'l pregio d'onestade
fra lascivia fiorir qual rosa e giglio.
Vedrà poi ne le guance una beltade
simil'a quella che nel ciel si vede,
mai non veduta fuor che 'n questa etade.
Vedrà là dov'Amor alberga e siede,
e fra perle e rubin' forma parole,
che fan beato più ch'altri non crede.
Vedrà quel sen per cui certo arde il sole,
e là ov'i miei desir son sì contenti,
che l'alma d'altro ben non cura o vole:
vedrà, 'n somma, la grazia e i movimenti
nel gir, nel star sì pien di leggiadria,
che sol pensando fa dolci i tormenti.
Chi dunque tento ben veder desia,
venga a veder chi fa ch'io mi distempre;
e mova tosto e non tardi fra via,
ché, se più tarda, avrà da pianger sempre.