Valerio mio, quanto voi foste saggio
a lasciar la già come patria nostra,
il troppo fero essempio ne dimostra,
che Roma or pate in sì commune oltraggio.
Già Roma, or un deserto aspro e selvaggio,
ove solo il furor barbaro giostra.
Ov'è gita, Roman', la gloria vostra,
gente superba e pur con disvantaggio?
Or torni Mario a forbir la vergogna
dal volto vostro e vendicar quest'onta,
poi che non è di voi uom che si mova.
Ma che più Mario o Cesare bisogna?
Basta del mio signor la voglia pronta,
pur ch'altri da l'oprar non lo rimova.