Pur ch'amor i begli occhi al mio cor erga
quando ben par ch'a miei desir contrasti,
o in voce forme gli alti pensier casti
di quella ond'ei con le mie voglie alberga;
convien ch'a viva forza si disperga
ogni timor che 'l suo contrario guasti,
e tanta speme, ch'a gioir mi basti,
si desti al spron de l'amorosa verga.
Or ch'avien poi, quando l'avorio schietto
e mormorando e folgorando move,
verace testimon d'ardente affetto?
D'onesto foco al cor faville nove
sento in quel punto, e tal si fa il diletto,
ch'eterna gloria non invidio a Giove.