Viola, io non daria i miei amori,
ciò è quegli che mo’ con teco faccio,
per una iscredenziera di trasori,
né per quaranta dì di berlingaccio;
i’ nel vederti, lo stuol de i dolori
tutti a le forche ispennachiati caccio:
et essere mi par in quel nemento
un corpo che abia svoto l’argomento.