Viola, quando ti grilli il cervello
d’andarvi pur, verrò teco a la staffa:
per ratto gir, prestarotti il poltrello;
ma vorrei ch’egli fusse una sgiraffa:
ché saria più orrevole e più bello
il far ella trottando buffe e baffa
cavando i piei e ficcando intu ’l loto
con la tempesta di don Taramoto.