Poi c’hai, Viola, l’altrui mal per fole,
né ti movi a spietà de i fatti mei,
chiamarò morte: e se la non mi vole,
quando la vorrà me, non vorrò liei;
farmi romito e rugumar parole
non posso, e si potessi non vorrei:
peroché stando in solitaria vita
parria proprio una pecora smarita.