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1492–1556

78

Pietro Aretino

Mai sarò d'amarti stanco, né mi cur m'abbi in dispecto, che in reo e in buon effecto è d'ogni omo l'arbitrio franco.

È concesso in questo mondo, su dal ciel a nostre imprese, bene, mal, reo e iocondo, e né mai se fa offese,

pigli pur senza contese qual par più miglior concepto. Che in reo ... Se in la dextra el crudel ferro

tien alcun per suo suplizio, mal può il ciel, se io non erro, vetar questo sacrifizio, revocar se vòl iudicio

ancor tòr non pò erricepto. Che in reo ... Non pò il ciel al peccatore, se si menda, piange e pente,

negar suo devin splendore; el contrario, se consente trovar Pluto in foco ardente, gli concede quello ha electo.

Che in reo ... Se mie luce sempre mira far lo pò che gli è concesso, se intorno il cor te gira

per dispecto il laccio adesso, se mie lingua il tuo interesso manifesta a me è dilecto. Che in reo ...

S'hai in odio el tanto amare, per tuo doglia amare intendo, non mi puoi questo vetare per quanto io veggo e comprendo

se col mio languire t'offendo, piangerò per tuo dispecto, che in reo e 'n buono effecto è d'ogni om l'arbitrio franco.

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