Viola, s’io come che un bel messere
rimiro te senza un deto toccarte,
arsomiglio chi arnega di vedere,
scusso di soldi, armesticar le carte;
paio un che mangia e poi non ha che bere,
ma per cavarsi la sete si sparte
e canta rugumando in ver la fonte:
«O peccorar, quando andarasti al monte ...».