Ahimè, Carmilio, ahimè che gran letiggio,
socorri.
Amor non vòl perché beffastilo.
L'alme se parte.
A me non dol.
Al Stigio
or mai trapasso.
Ah, pur Amor isprezastilo:
prendete exemplo, voi che stati e regni
dominate, a costui che iace in sasilo.
O quanti in mar son già summersi legni
per non temer fortuna e suo favore
senza auxilio, senza alcun sostegni.
Vedete morto il superbo pastore,
che tanto isprezzò me, miser lasso,
e per non creder è giunto a streme ore.
Basti a chi intende questo piccol masso;
per mie onor vo' dar ultima sede
al spento corpo e·ll'epitafio al sasso:
«Incredulo qui iace, or movi el piede,
el nome suo gli de' questa oscur, tetra,
el disprezar d'amor ch'ogni alma excede».
Tu, Calicella, seguita mie cetra.
Carmilio, del pastor, l'exemplo prendo,
andian al gregge, ché l'amor m'aretra,
che ben conosco e facile comprendo
quanto dispiace al ciel un cor villano,
però nelle tuo braccia or mai m'estendo:
che, chi del mal non prende exemplo, è insano.