Quel fido inretra per superchia fede,
dolce nimica? A forza questo indegno
con la timida man a l'impio regno
manda, dove pietà non si concede.
Più carte ha scritto nuda di mercede,
sforzando la natura e el poco ingegno
per un sol verso aver: e si pur degno
non son di tua beltà, tronca mie sede.
E si del servo in coma brami lauro,
ecco il ferro, illa destra non sdegnarte,
che forsa fia del mio mal restauro.
Il corpo, l'alma, il cor vòl contentarte
fine a la morte e gir da l'indo al mauro:
ch'un ver amor per morte sol po' lassarte.
E questa ultima parte
porrai al sasso e vil stanza nocturna:
«Amor non morte l'ha condotto in urna».