Qual timido nochier nelle salse onde
mette tra scogli il tremolante legno
sol per l'ocio schifare e il fiero sdegno
de l'impio amore a mie voglie feconde,
non isperando laurate fronde
né fare a sacri colli stampa o segno,
che mal si pò di tal don farsi degno
chi nanti al volto il bel lume s'asconde;
ma sol per satisfar quel che più deggio:
Francisco de Bontempi perusino,
che per altr'occhi al mondo più non veggio.
E lui fia scorta col suo terso latino,
e fida tramontana, al picol seggio
del rude socio suo Pietro Arretino.