Viola, se zurlando pur salticchia
la pregna miccia mia per la magese,
e se nel bastonarla si ranicchia,
chioccami di non fargli più le spese;
sì che sta in te, mentre il cervel mi picchia,
il voler teco venire a le prese,
scontentandomi un tratto come suoli:
altrimenti farem fave e fasgiuoli.