Perdonami Viola, che la stizza
mi tra’ di bocca sì laide parole;
e in quel che la rabbia mi si rizza,
cavaria da le barbe il giralsole;
e so peggio che un cane ch’altri atizza,
che ciò che se gli fa, patir non vole:
ma so miglior, come in gangari torno,
che il pan che allora allor scappa del forno.