Se mogliema, Viola, esser non vuoi,
èssimi druda, che non me ne curo:
perché a tal forgia anco farem tra noi
il ninne–nanne al buio e a lo scuro;
quando che no, attendi a i fatti tuoi,
che so bestial quando il cervello induro,
e più mi prega altrui, più mi rinculo:
e chi non mi vòl ben, gràtasi il culo.