Drizzami un po’, Viola, l’occhiolino
e dammi il sì col cenno de lo sguardo,
ch’esser ti voglio l’asin dal molino,
e il coltello con che batti il lardo;
te incegliarò, se piaceratti, il lino,
che a dirti il ver non so miga infingardo:
perch’al dì d’oggi chi non è dassai
perde l’amico e i danar non ha mai.