»Or sia che vòl«, agli occhi dice il core,
»da che vòl la fortuna diance pace,
non per tuo fiume mi cessa l'ardore
né per mio foco tuo acqua si sface;
andiam la sorte placando e l'amore
e, sopportando quel che più ci spiace,
spettiamo tempo, miglior stella e fato:
ch'a pace ogni nimico è destinato».