Io ho perduto, Viola, il mangiare
per tuo amore, e smarrito il dormire:
l’oppio non mi farebbe adormentare,
né il giulebbe un bocone inghiottire;
bestemio i galli ch’io sento cantare,
con ogni carne che veggo arostire;
a la fin fine il disgraziato Strilla
drento a i suoi stracci si mena la rilla.