Sempre s’io mi levo o s’io mi colco
prego forte misser Domenedio,
non che mi faccia gir ritto col solco,
né i piei tuffar giù ne l’acqua del rio,
né che il tempo da neve artorni dolco,
né che da i sassi scampi il capo mio:
ma «sguardami», gli dico a ogni parola,
«da la stizzetta de la mia Viola».