Come a l’arcolta del pane e del vino
ridotto arò di soldi in centenaia,
darogli tutti a quello Insansavino
del qual trombeggia fino a la mia aia,
accioché mi frastagli il tuo bocchino
col viso bel, che la Viola paia:
per poi averti scavata e depenta
al disonor de chi papa sdoventa.