Viola, a questi dì ne la citae,
quello sculpor che si chiama il Pelucca,
valente in tutte le cose ch’ei fae,
mi diede con le nocche in su la nucca,
con dir: «lo Strilla pur si morirae
col seme in corpo come mor le zucca»;
io trassi alotta un sospiro tamanto
ch’abusciato t’arìa, sendomi a canto.