Io vorrei esser, Viola, quel vento
che ti rinfresca al tempo de la state,
quando in camiscia, col petto in sul mento,
per casa dai parecchi spasseggiate;
se fusse lui, come un ricco contento
pian piano ti darei doi sculacciate;
poi ti porrei toccandoti il cioncietto
con mille cacabaldole intu ’l letto.