«Se non intendo ciòcche gracchi e dichi»,
mi dicesse Viola con mal grugno,
rispondaria senza ciancie d’intrichi:
«A te che sai che marzo non è giugno,
solo una scorpacciata de i tuoi fichi
cerco, che un dì tu me metta nel pugno;
ma per troncarla e chiarirla in un tratto
lo Strilla tuo ti vorria far quel fatto».