Cimici e pulci in la paglia del letto
tante di state non ha il contadino,
né lendeni e pidocchi un poveretto
drento a le calze e ’ntorno al colarino,
né tanti storci–colli un maladetto
incanta–nebbia atropico schittino,
quanti ho per te, Viola, ispara–cori;
tal ch’ogni or dico: «cancaro a gli amori».