Sto in fantasia, caso che sbasisca,
che il mio spirto t’entri intu la gola
a ciò che, se ci fusse qualche lisca
che sciòr non ti lasciasse la parola,
come che un pozzo te la isermonisca;
di poi vo’ che sia schiavo a la Viola,
e cocergli le fave e le cicerchia:
et a la botte sua metta le cerchia.