L’altrieri un ciarlatan, Viola mia,
con boce che il fistolo se ’l porta,
sfilostrocava con longa ciarlìa
quella dal «nido fatto, è gazza morta»,
sferir volendo ch’è matta pazzia
ad ategnere l’acqua con la sporta:
e sol colui sale in cima al melo,
che mor sul buco come il ranatelo.