Tu, Cielo, per più gloria ammanta or ora
sua beata magion d'uno aureo nembo;
e perché l'Idol tuo quivi dimora,
non mai l'ingombri alcun notturno lembo;
e 'l privilegio de l'arbor che onora
le chiome a Febo, scrivele nel grembo:
poi la cagion per cui tuoni e baleni,
l'aria che le sta sopra rassereni.