Il mio adversario in cui veder solete
gli occhi vostri ch' Amore e 'l ciel honora,
colle non sue bellezze v' innamora
piú che 'n guisa mortal soavi et liete.
Per consiglio di lui, donna, m' avete
scacciato del mio dolce albergo fora:
misero exilio, avegna ch' i' non fôra
d' abitar degno ove voi sola siete.
Ma s' io v' era con saldi chiovi fisso,
non devea specchio farvi per mio danno,
a voi stessa piacendo, aspra et superba.
Certo, se vi rimembra di Narcisso,
questo et quel corso ad un termino vanno,
benché di sí bel fior sia indegna l' erba.