Fuggendo la pregione ove Amor m' ebbe
molt' anni a far di me quel ch' a lui parve,
donne mie, lungo fôra a ricontarve
quanto la nova libertà m' increbbe.
Diceami il cor che per sé non saprebbe
viver un giorno; et poi tra via m' apparve
quel traditore in sí mentite larve
che piú saggio di me ingannato avrebbe.
Onde piú volte sospirando indietro
dissi: Oimè, il giogo et le catene e i ceppi
eran piú dolci che l' andare sciolto.
Misero me, che tardo il mio mal seppi;
et con quanta faticha oggi mi spetro
de l' errore, ov' io stesso m' era involto!