Fera stella (se 'l cielo à forza in noi
quant' alcun crede) fu sotto ch' io nacqui,
et fera cuna, dove nato giacqui,
et fera terra, ove' pie' mossi poi;
et fera donna, che con gli occhi suoi,
et con l' arco a cui sol per segno piacqui,
fe' la piaga onde, Amor, teco non tacqui,
che con quell' arme risaldarla pôi.
Ma tu prendi a diletto i dolor' miei:
ella non già, perché non son piú duri,
e 'l colpo è di saetta, et non di spiedo.
Pur mi consola, che languir per lei
meglio è, che gioir d' altra; et tu me 'l giuri
per l' orato tuo strale, et io tel credo.