Non d' atra et tempestosa onda marina
fuggío in porto già mai stanco nocchiero,
com' io dal fosco et torbido pensero
fuggo ove 'l gran desio mi sprona e 'nchina.
Né mortal vista mai luce divina
vinse, come la mia quel raggio altero
del bel dolce soave bianco et nero,
in che i suoi strali Amor dora et affina.
Cieco non già, ma pharetrato il veggo;
nudo, se non quanto vergogna il vela;
garzon con l' ali: non pinto, ma vivo.
Indi mi mostra quel ch' a molti cela,
ch' a parte a parte entro a' begli occhi leggo
quant' io parlo d' Amore, et quant' io scrivo.