Skip to content
1304–1374

CCLXXXI

Francesco Petrarca

Quante fïate, al mio dolce ricetto fuggendo altrui et, s' esser pò, me stesso, vo con gli occhi bagnando l' erba e 'l petto, rompendo co' sospir' l' aere da presso!

Quante fïate sol, pien di sospetto, per luoghi ombrosi et foschi mi son messo, cercando col penser l' alto diletto che Morte à tolto, ond' io la chiamo spesso!

Or in forma di nimpha o d' altra diva che del piú chiaro fondo di Sorga esca, et pongasi a sedere in su la riva; or l' ò veduto su per l' erba fresca

calcare i fior' com' una donna viva, mostrando in vista che di me le 'ncresca.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCLXXXI · Francesco Petrarca · Poetry Cove