Occhi miei lassi, omai vi rallegrate
E stringete le lagrime e' sospiri;
Si quetan dentro i miei gravi martiri,
E già hanno un poco tregua e quietate.
E tu, Amor, che tanto in me hai provate
Le tue fier'armi, e sempre i miei desiri
Per quella, come vuoi, ti volgi e giri,
Ora mi presta alquanta libertate;
Sì ch'io possa parlar soavemente,
E vedere e udire il mio tesauro,
Il maestro, lo specchio e il mio signore.
Come contento sono oggi altamente,
Poich'io son giunto a quei che dolze lauro
Orna le tempie del suo gran valore.