La vaga luce che conforta il viso,
Dov'io fui già più tempo preso a l'esca,
Più volte al suo piacer stretto m'invesca,
Ma più son quelle ch'io ne son diviso.
Io sol nel mondo inferno e paradiso
Provo, ognor, lasso! e l'amorosa tresca
Or lieto, or tristo, or caldo, or mi rinfresca
L'angoscia, or il desio che m'ha conquiso.
Com' più mi sento lagrimoso e stanco,
Più benedico Amore, i passi e i lacci
Dove sì dolcemente preso fui;
Gli affanni, le paure e i dolci impacci,
E benedico il giorno e 'l mio cor franco
Ch'ebbe ardimento di servire a lui.