Lasso, com'io fui mal approveduto
L'ora ch'i' mi fidai ne gli occhi miei
Che trattaron con gli occhi di costei
Il vago inganno ond'io son sì traduto.
Schiavo son fatto, e ciascun di tributo
Di profondi sospir farò a lei,
Fin che Morte pon fine a i giorni rei,
O tu, dolce Signor, mi mandi aiuto.
Sai che tal strazio a te è disonore,
Sotto lo cui richiamo io son deriso
Da questa dispregiante 'l tuo valore.
Signor, fa vaga lei del suo bel viso
Da poi che fuor di sé non sente ardore,
Rinnova in lei l'esempio di Narciso.