Langue l'idolo mio, langue la stella,
Che porto e tramontana è a la mia vita,
Langue colei nel cui viso scolpita
L'eterna potestà si mostra bella.
Langue colei che 'l cuor urge e martella,
Con la sua faccia candida e pulita,
Langue colei ch'ogni mente smarrita
Rende con l'armonia di sua favella.
Or foss'io il caldo fra le vene sparso,
Or foss'io in medicar pari ad Apollo,
Ch'io libererei il mal che 'l core avvampa!
E se questo non è, perché m'è scarso
Giove di porre a' suoi servigi il collo,
Per cui spero morir s'ella non campa?