Io vo sovente i miei pensier fuggendo,
Come colui che 'n sé li trova rei,
Però che sempre parlan di colei
Che la mia morte vuole e va chiedendo;
E sì mi van, là dov'io vo, seguendo
Ad occuparmi più ch'io non vorrei:
Né giungon pria, che 'l bel viso di lei
Il mio rammemorar va dipingendo.
E simil fan le liete feste avute
L'amor, la grazia, il piacer, il diletto,
E lei pongon dinanzi a la mia mente:
Le quai, come conosco esser perdute,
Né mai di rivederla più aspetto,
Pianti e sospiri si fan subitamente.