Io venni a rimirar gli ardenti rai
De l'amorosa e virtüosa stella,
Piagato a morte sotto la mammella
Dal dì che inverso lei gli occhi levai;
E fra me stesso dicea: – Se potrai
Star fermo a le possenti sue quadrella
Ch'escon de gli occhi e di sua bocca bella,
Medicina ti fia che non morrai. –
Ma lo infortunio mio, che pur si sforza
Contro di me più che mortal nimico,
Non consente ch'io curi il colpo antico;
Onde io, vedendo il cor fatto mendico
Di natural calore e di sua forza,
Vo' disperato a chi mia vita ammorza.