Io son sì vago della bella Aurora,
Unica figlia di quel che l'alloro
Nobilitò in prima per coloro
Che 'n ver' lui corse o vuol correre ancora,
Ch'io mi sento mancare ad ora ad ora
Sì tutti i spirti, ch'io mi discoloro,
E dico: – Lasso, ben veggio ch'io moro
Per questa bella che non s'innamora. –
Ma se Prometeo tosto non mi spira
Del suo valor contro tal donna altera,
Per cui rete d'Amor mai non si tira,
Conven ch'io entri del tutto in la schiera
Di Dido e di Fillìs, le quai con ira
Spenser di questa vita la lumera.