Io aveva già le lagrime lasciate,
E ritornava ancor nel riso il core,
Perché già alquanto più soave Amore
Avea veduto, e l'arme sue posate;
Et a bene sperar quella beltate,
Che al mondo non è par, non che maggiore,
M'invitava talor con lo splendore
Che in inferno faria l'alme beate,
Quando per novo isdegno mi trovai
Sanza ragion nel mio misero stato,
Nel qual mi struggo, come neve al sole,
In pianti et in sospiri, in doglia e 'n guai
Né a me gridar mercè poscia è giovato
A cui pur morto, e non altro mi vuole.