Il core, ch'a ciascun di vita è fonte,
Dispensando fra i membri il suo vigore,
Scaldano in me col lor fervente ardore
Due stelle accese in su la bella fronte:
E se per forza avvien che si tramonte
La luce lor al mio viso di fuore,
M'apprende un giel con sì fatto rigore
Che io non ho più poder che lo racconte.
Allor l'anima debile e smarrita
Né va, né sta; sì che doglioso e lasso
Né moro, né rimango tutto in vita.
Poi, risentendo, drizzo il primo passo
Pur ver' la fiamma dov'Amor m'invita:
Così angoscioso tutto 'l tempo passo.