Fuggano i sospir miei, fuggasi il pianto,
Fugga l'angoscia, fuggasi il disio
Che avuto ho di morir, vada in oblio
Ciò che contro ad Amor già pensai tanto.
Torni la festa, torni il riso e 'l canto,
Tornin gli onor dovuti al signor mio,
Gli meriti del qual han fatto ch'io
Aggia la grazia bramata cotanto.
Lo sdegno, il quale a torto mi negava
Il vago sguardo degli occhi lucenti,
Col quale Amor mi prese, è tolto via:
E quel saluto, ch'i' più disïava,
Con voce umile e con atti piacenti
Pur testé mi rendé l'anima mia.