Fra' verdi boschi, ove l'erbetta bagna
E sorgon mille fonti, un rusignolo
Fa suo lamento per l'antico duolo
Sì dolcemente, che non par che piagna;
Et ancor Progne sì forte si lagna
Che fa nell'aere d'uccei tanto stuolo,
E con dolce armonia da l'alto polo
Discender Giove con fida compagna.
Ivi piantai un lauro sì felice
Che ascende insino al ciel con la sua cima,
E dentro al cor mi pinse la radice.
Ahi, stolta lingua mia, con quale rima
Potresti mai narrar quanto a me lice,
Lodar l'alto valor che in lui si stima?