Colui che per viltà sul grado estremo
Movendo visse, al fin di sua giornata
Dal Nil volando a l'Austro, a la fïata
Messe Iason in barca senza remo.
Quindi m'affiacco e di paura tremo,
Vedendo ogni virtù sì discacciata
Dal grande Olimpo e ne l'inferno amata,
E giunto il gran valor de' Greci al stremo.
Vedo per modo tal del ciel la luce
Più luculenta qui pallida farse,
C'ha tolto al mio disio l'alta Colonna;
Ma per più vita a morte mi conduce
Le sciolte abene e le speranze scarse,
Per ch'io conosco quel ch'è amor di donna.