Benché 'l cammin sia faticoso e stretto,
Che mena altrui ad essere immortale,
Con sollecita cura pur si sale
Da chi non ombra per leggiero obietto.
Voi sête in via; ma se l'ingrato affetto,
Che la memoria del cont'Orso assale,
Restìo vi face, e 'l suo spirito è tale;
Dunque fia danno a voi l'altrui difetto?
Se ne' terreni sterili et asciutti
Perdesi il seme, già però non posi
Vostro ben far, com'è di molt'indotti.
Sperate, Signor mio, ch'almen fian tutti
Nel cielo i ben graditi e fruttuosi,
Se gli eterni statuti non son rotti.