L'arbor gentil che forte amai molt'anni,
mentre i be' rami non m'ebber a sdegno
fiorir faceva il mio debile ingegno
a la sua ombra, et crescer negli affanni.
Poi che, securo me di tali inganni,
fece di dolze sé spietato legno,
i' rivolsi i pensier' tutti ad un segno,
che parlan sempre de' lor tristi danni.
Che potrà dir chi per amor sospira,
s'altra speranza le mie rime nove
gli avessir data, et per costei la perde?
Né poeta ne colga mai, né Giove
la privilegi, et al Sol venga in ira,
sì che si secchi ogni sua foglia verde.