Se Febo al primo amor non è bugiardo,
O per novo piacer non si ripente,
Giammai non gl'esce il bel lauro di mente,
A la cui ombra io mi distruggo et ardo.
Questi solo il può far veloce e tardo,
E lieto e tristo, e timido e valente,
Ch'al suon del nome suo par che pavente,
E fu contra Piton già sì gagliardo.
Altri per certo no 'l turbava allora
Quando nel suo bel viso gli occhi apriste,
E non gli offese il varïato aspetto.
Ma se pur chi voi dite il discolora,
Sembianza è forse alcuna de le viste:
E so ben che 'l mio dir parrà sospetto.