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1304–1374

25

Francesco Petrarca

Perché l'eterno moto sopra ditto Ciascun pianeta in sé rapido tiri Divisi in parte per li molti giri, Sì come scrive il gran dottor d'Egitto,

Né per combustïon d'alcun, che vitto Sia da' li raggi de gli accesi ardiri Di Febo, che sostiene li martiri Da sua sorella opposta al corso dritto,

Nullo sarà, se Dio non lo permette, Che attento e fiso guardi la figura Del cielo adorno de le luci elette; Nel qual si po' notar quanto sicura

E ferma nostra vita star s'aspette Nel fragil mondo posto a sua natura. Se l'intelletto umano è prode e saggio, Corso di stella non po' fare oltraggio.

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