O pien d'affanni mondo cieco e vile,
O fortuna volubile e fallace,
Nemica de' felici e d'ogni pace,
Ch'al vento se' di fermezza simìle;
Forte né ricco, savio né gentile
Può contrastar al tuo moto rapace;
Tale esaltasti già, che a terra giace;
Tal signor festi, ch'ora è servo umìle.
Chi ben ragguarda quel che già facesti
Alla tebana prole ed a Priamo,
E ad altri assai, che di seggio sponesti,
A pien conoscerà 'l tuo effetto gramo,
Pien di tormenti e di sospiri mesti,
Stabile sì, come la foglia in ramo.