Skip to content
1304–1374

174

Francesco Petrarca

L'ora ch'ogni animal perde disdegno E simil con suo simil s'accompagna Per la virtù del ciel che li riscalda, Fiorisce in fronde ogni selvaggio legno

E l'erba veste in verde la campagna Per monti e piani giù per ogni falda, Vidi una donna assai onesta e balda, Di selva in selva andar cogliendo fiori

Per far ghirlanda a le sue trecce bionde, Le quai senz'arte, ad onde Avea spiegate con soavi odori: – Pietà, – con voce angelica cantando, –

Amor, sempre sarò al tuo comando. – L'aura gentil che vien da l'occidente, La quale spira dal petto d'Amore, Move li biondi e vaghi capei d'oro;

Et io che là mi volgo, per la mente Immaginando gli occhi e 'l bel colore, Dico: – Amor, tu vedi ben com'io more Per questa iddea tra l'amorose belle,

Ove tu m'hai legato col suo braccio. – Però s'io no 'l mi taccio Non è maraviglia, ché 'l cor mi svelle Lo spirito gentil ch'io vidi 'n terra

Dal ciel venuto sol per farmi guerra. Vaga, inclinata sopra un vago fonte A cui un verde lauro facea ombra, La vidi vagheggiare il suo bel volto,

E la ghirlanda scesa per la fronte Di fior contesta gli belli occhi adombra; Et io che sto tra rami e foglie avvolto, Co' gli occhi e col disio piango et ascolto.

Com'uom che tenta e tal volt'à paura, E pure amore al suo disio lo mena E più cela la pena, Così m'addussi dentro la verdura

Seguendo questa dèa con le sue forme, La quale nel mio cor segnata dorme. Di ramo in ramo e già di foglia in foglia Cantando vanno i disiosi uccelli,

Che fan la selva e 'l bosco risonare; Et io che seguo, giù di soglia in soglia, Veggio li nuovi e vaghi spiritelli Tutti dinanzi a sua beltà 'nchinare

E riverentemente salutare; E tal col becco aperto par che dica: – Or venuta è dal ciel nostra regina, A cui soggiace e 'nchina

La terra e 'l ciel, come perfetta amica Fusse la nostra donna; pur comanda, Che noi faremo tutta tua comanda. – Fra mirto e lauro et un bosco d'ulive,

Schifando tal volta 'l raggio del sole, La vidi poi andar di prato in prato Cercando la freddura per le rive, Che l'acqua fa tra fior bianchi e viole;

E veggio ogni animal benigno e grato, Con atti e modi e viso temperato, Venir davanti a lei a schiera a schiera, E fa ciascun per sé nova profferta.

Allora Amor m'accerta Ch'ell'ha domata ogni selvaggia fera Solo con la beltà del chiaro viso, Dal qual non mi farò giammai diviso.

Canzon, va con Amor per quelli boschi, Onde sì lungamente mi condusse Con quelle trecce d'or legato e gionto; E con pietoso conto

Quella donna gentil saluta e priega Che te riveggia spesse volte e lega.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
174 · Francesco Petrarca · Poetry Cove