Io mi credeva troppo ben l'altr'ieri
Ricoverato aver mia libertate;
Rotti avevo i legami et ispezzate
Le porte ed ingannati i prigionieri;
E così per salvatichi sentieri
Fuggiva forte e per vie disusate:
Ma la sventura, che le mie pedate
Seguir fece, fe' vani i miei pensieri.
Per ciò ch'Amor, dond'io non avvisai,
Vedendo, mi rinchiuse, e le sue armi
Ver' me drizzando, gridò: – Tu se' giunto.
O fuggitivo servo, ove ne vai? –
E 'l rider, e 'l prendermi e rilegarmi
E 'l darmi a' suoi ministri fu in un punto.